sabato 18 maggio 2019

PALAZZO TRAPANI GENOESE A REGGIO


Il palazzo Trapaci-Genoese, insediato nell'isolato compreso compreso tra il Corso Garibaldi e le vie Diana, Belvedere (oggi via Zaleuco), Fortino, in uno dei lotti più prestigiosi della città, perchè nel 800, si sono realizzate numerose residenze e immobili di enorme pregio architettonico.
La lettura comparata, delle successive trasformazioni del palazzo, Trapaci-Genoese  a partire dall'800 per raggiungere lo stato di fatto, consente di leggere i percorsi architettonici con le rispettive tecniche antisismiche.
Dai disegni a noi pervenuti è possibile capire, che sull'isolato in questione esistevano due edifici paralleli tra loro è separati da un'asse viario interno di proprietà, largo circa cinque metri e chiuso da una cancellata.
Entrambi gli edifici appartengono a Domenico Genoese , esistente  già nel 1873.
Pur presentando notevole affinità, i due palazzi rilevano alcune  differenze tipologiche e linguistiche.
La configurazione di prospetto Ottocentesco, con una orizzontalità accentuata dalle linee delle bucature, dei balconi e dei marcapiani per finire al bugnato del basamento.
Si cerca di semplificare, i tre prospetti secondari, mentre il fronte principale, su Corso Garibaldi, si rievoca i modelli delle facciate Romane, con elementi decorativi di carattere storico artistico, come il bugnato del basamento alle paraste binate.
Se si effettua una comparata con le piante del l'Ottocento e quella del progetto del 1915, per il quale il committente si rivolse a uno studio tecnico napoletano, Ing. V. Pantaleo e T. Cotronei. I quali effettuano degli interventi su via Belvedere, sembrano legati a una riorganizzazione funzionale e non strutturale. Più complessa, invece la soluzione di progetto per l'edificio che si affaccia su Corso Garibaldi, dove si evidenziano trasformazioni di carattere funzionale e strutturali.
La corte interna viene eliminata, con l'inserimento di due piccoli cortili e di un corpo scala principale. Le modifiche interno comporta una correzione del ritmo delle bucature portando un rinnovamento totale delle facciate secondo uno stile Liberty.
Questo progetto pur essendo stato approvato dalla commissione edilizia, non venne mai realizzato.
Pochi anni dopo fu redatto un nuovo progetto firmato dagli ingegneri Zerbi e Pertini, che rispondono sia al Regolamento Edilizio e alle normative antisismiche, utilizzando per il progetto il cemento armato.
Il nuovo progetto trasforma i due corpi di fabbrica, in un unico palazzo che occupa l'intero isolato da via Belvedere al Corso Garibaldi.
L'ingresso avviene attraverso due androni simmetrici posti lungo le vie trasversali, cosi il prospetto principale su Corso Garibaldi, veniva addebito a magazzini, che dal punto di vista economico, sicuramente più redditizi.
I due androni conducono ai due corpi di scala e alla corte centrale, con volte a cassettoni con diffusa presenza di colonne e paraste di stile classico.
Tutti questi elementi architettonici sono tipici dell'eclettismo, Reggino degli anni 20  a cui non è estraneo l'eco di temi Barocchi e settecenteschi.
Tutto ciò si nota maggiormente negli stucchi, nei festoni, nella ricca articolazione delle facciate, in cui diventa elemento dominate l'ordine gigante delle paraste poste a sorreggere il grande timpano curvilineo  che si spezza per accogliere l'altro timpano, questo mistilineo della monumentale edicola del balcone.